Migliori inverter da 12V a 220V per camper e auto

L’inverter da 12V a 220V è un dispositivo elettronico capace di trasformare la tensione della corrente continua (CC) dalla batteria o dalla presa accendisigari di un auto in corrente alternata (AC) a 220V, essendo, quest’ultimo, il voltaggio che utilizziamo regolarmente in qualsiasi presa in casa o fuori.

Il vantaggio di portare con sé un inverter in macchina o camper è che ci permette utilizzare dispositivi di uso quotidiano (caffettiera, frigoriferi portatili, TV, forno a microonde, computer portatile…) in luogi dove non abbiamo accesso diretto a una presa elettrica.

Su questa nuova Guida impareremo tutto sugli inverter di potenza, da riconoscere e identificare le sue principali caratteristiche, l’importanza della efficienza di un inverter fino a come scegliere un modello a seconda dei dispositivi da alimentare.

Non hai tempo di leggere? Non ti preoccupare! Abbiamo fatto una messa a confronto con i modelli che più ci piacciono su Amazon seguendo i criteri della nostra Guida:

AUKEY inverter da 200 W, da DC 12V a AC 230V inverter per auto...
Odoga Inverter di Potenza, Invertitore 300W per Auto,...
Bapdas 500W Power Inverter da Auto DC 12V a 220-240V AC, 2 Porte...
BESTEK Inverter 1200w / Trasformatore da 12v a 220v, Inverter da...
Green Cell 2000W/4000W Onda Pura Inverter Invertitore di Tensione...
Tensione in ingresso
12V
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12V
Potenza nominale
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4000W
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Nro Porte USB
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Onda Sinusoidale Pura
AUKEY inverter da 200 W, da DC 12V a AC 230V inverter per auto...
Tensione in ingresso
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Potenza nominale
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Potenza di picco
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Nro Porte USB
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Opinioni
Disponibilità
Odoga Inverter di Potenza, Invertitore 300W per Auto,...
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Potenza nominale
300W
Potenza di picco
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Potenza nominale
500W
Potenza di picco
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Potenza nominale
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Potenza di picco
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Potenza nominale
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Potenza di picco
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Nro Prese AC
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Nro Porte USB
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Se vuoi sapere di più sugli inverter di corrente e conoscere le sue principali caratteristiche per scegliere un altro modello, continua a leggere! 😉

ALTRE GUIDE ALL’ACQUISTO

Caratteristiche di un inverter 12V 220V

Prima di tutto, vediamo una serie di caratteristiche degli inverter da 12V a 220V che risultano fondamentali al momento di scegliere il prodotto più adatto alle necessità dell’utente.

Tra le caratteristiche più rilevanti da tenere in considerazione spiccano:

Caratteristiche tecniche di un inverter di potenza
Caratteristiche tecniche di un inverter di potenza
Tensione in ingresso e in uscita

La tensione in ingresso (Input Voltage) rappresenta la tensione della fonte alla quale dobbiamo collegare il nostro inverter.

Questa fonte dev’essere di tensione continua (Direct Current o DC) e, di genere, è una batteria.

I valori di tensione in ingresso più comuni sono 12V e 24V, essendo la prima quella più comune. Questo è grazie all’utilizzo più abituale di questo tipo di dispositivi, orientato all’uso in veicoli la cui batteria, cioè, la fonte, utilizza una tensione da 12V in continua (DC).

La tensione in uscita (Output Voltage) di un inverter è sempre corrente alternatata (Alternating Current o AC), potendo essere da 110V o 220-230V e la cui frequenza può essere da 50Hz o 60Hz rispettivamente e varia tra ogni inverter.

Di solito, dobbiamo scegliere l’inverter che si adegui alla tensione dei dispositivi a collegare, perciò, è conveniente conoscere la tensione alla quale lavorano.

Potenza nominale (Output Power)

Probabilmente, la caratteristica più importante di un inverter di potenza è la sua potenza nominale, la cui indica la quantità massima di potenza in watt (W) che è capace di fornire in uscita l’inverter in forma continua.

Da notare che, in caso di esserci più di una presa elettrica (e/o porte USB), la somma della potenza di tutte le uscite non può mai superare la potenza massima dell’inverter.

Potenza di picco (Peak Power)

Mentre la potenza nominale è quella potenza capace di fornire un inverter nell’uso normale, esistono altri tipi di inverter di corrente che permettono ottenere una potenza in uscita molto maggiore rispetto a quella nominale (di solito il doppio) per alimentare motori elettrici che hanno bisogno di più potenza al momento di avviarsi, come accede con i frigoriferi, le pompe d’acqua o i compressori.

Non è da meno risaltare che l’inverter può solo fornire quella potenza di picco durante un breve istante di tempo, se non è così, le temperature salirebbero smisuratamente e, di conseguenza, i meccanismi di protezione contro un sovrariscaldamento attuerebbero disattivando l’inverter di potenza con l’obiettivo di proteggerlo.

Porte di uscita

Prese elettriche AC

Un altro fattore da tenere in conto è il numero di dispositivi a collegare all’inverter per camper in simultaneo, questo perché possono avere una o varie prese elettriche AC secondo il modello:

Prese elettriche di un inverter 12V 220V
Prese elettriche di un inverter 12V 220V

D’altronde, dobbiamo ricordare che, non importa il numero di prese del nostro inverter, la somma della potenza totale di ognuna delle prese non può mai essere superiore alla potenza nominale dell’inverter, cioè:

Se l’inverter ha una potenza da 300W, questo non significa che ogni uscita abbia 300W, è la potenza totale.

Porte di uscita USB

Comunemente, gli inverter di potenza includono una o varie porte USB per poter collegare qualsiasi dispositivo che si possa ricaricare attraverso questa porta: cellulare, tablet, fotocamera…

In questo caso, la tensione di uscita della porta USB è 5V e, di solito, viene indicata la corrente massima che possono fornire ognuna delle porte:

Inverter con porte USB

Tipi di onda

Di tutte le caratteristiche rilevanti di un inverter di potenza probabilmente il tipo di onda generata è quella più dimenticata, ma non è da meno: può, difatti, essere la differenza tra il funzionamento corretto dell’inverter o meno.

Tutti gli inverter per camper, indipendentemente dalla sua tensione in uscita, hanno un’onda periodica che può intraprendere varie forme:

Inverter a onda quadra

Il primo tipo di onda è conosciuta come onda quadra (Square Wave Inverter). Il suo funzionamento è quello più semplice tra tutti e, perciò, tendono a essere quelli più economici.

Onda quadra
Onda quadra

Il problema principale è la poca somiglianza con una onda sinusoidale, che è quella che possiamo trovare nella rete elettrica, nelle nostre case e, per la quale, gli apparecchi elettrici ed elettronici sono stati ideati.

Questo significa che alcuni apparecchi elettronici che siano specialmente sensibili alla forma di onda della tensione non funzionino correttamente e altri di carattere resistivo (stufa, lampadina…) funzionino senza maggiori problemi.

Inverter a onda sinusoidale modificata

Onda sinusoidale modificata
Onda sinusoidale modificata

Il secondo tipo, l’inverter a onda sinusoidale modificata è, in poche parole, il termino medio tra un’onda sinusoidale pura e un’onda quadra a un prezzo accessibile.

Inverter a onda sinusoidale pura

Onda sinusoidale pura
Onda sinusoidale pura

Il terzo tipo di onda risolve i problemi associati alla forma di onda, utilizzando una forma di onda sinusoidale pura che emula molto bene la stessa onda che possiamo trovare in qualsiasi presa in casa, anche se, naturalmente, tutto questo si traduce in un prezzo elevato se si mette a confronto con il resto degli inverter di potenza, dovuto alla sua elevata complessità.

Materiale: alluminio vs plastica

Il materiale da costruzione ha un ruolo rilevante al momento di scegliere un inverter, di solito, è un chiaro segnale indicativo della sua qualità.

Gli inverter di corrente possono fabbricarsi in plastica o, più comunemente, in alluminio estruso:

Inverter in plastica vs Inverter in alluminio
Inverter in plastica (sx.) vs Inverter in alluminio (dx.)

Di solito, gli inverter per camper fabbricati in alluminio sono più costosi, pesanti e voluminosi, ma offrono anche una maggior protezione rispetto a quelli elaborati in plastica di fronte a possibili incendi in caso di fallire e una maggior resistenza contro colpi.

Inoltre, gli inverter di potenza elaborati in alluminio possiedono una serie di file, denominate alette, attraverso delle quali si dissipa il calore generato all’interno (vedere sezione Efficienza di un inverter) le quali gli permettono di funzionare meglio e durante un tempo prolungato.

Meccanismi di sicurezza

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione sono i diversi meccanismi di protezione dell’inverter di potenza, tra i quali possiamo trovare:

Protezione contro cortocircuiti:

Questo meccanismo è l’incaricato di proteggere il dispositivo collegato nel caso in cui i terminali dell’inverter entrino in contatto diretto (cortocircuito) all’interno del nostro dispositivo, evitando così di rovinare l’inverter e il proprio dispositivo.

Protezione contro tensione in ingresso bassa:

L’inverter si scollega/spegne nel caso in cui la tensione in ingresso (batteria/pila) sia troppo bassa (<<12 volt).

Protezione contro tensione in ingresso alta:

L’inverter si scollega/spegne nel caso in cui la tensione in ingresso (batteria/pila) sia troppo alta (<<12 volt).

Protezione contro sovraccarichi:

Protegge l’inverter nel caso in cui il dispositivo o dispositivi collegati allo stesso tempo superino la potenza nominale dell’inverter.

Protezione contro sovrariscaldamento:

Protegge l’inverter nel caso in cui la sua temperatura superi il massimo permesso, evitando così di soffrire danni in maniera permanente. Dopodiché sia tornato a una temperatura sicura, l’inverter ricomincia a lavorare con normalità.

Protezione contro polarità invertita nella tensione in ingresso:

La sua funzione è quella di evitare che l’inverter soffra danni permanenti nel caso in cui si colleghi la batteria invertendo le polarità (positivo con negativo e viceversa).

Inverter a onda pura vs Inverter a onda modificata

Come già detto prima, nelle caratteristiche di un inverter, esistono diversi tipi di onde attraverso le quali lavorano gli inverter, motivo per cui possiamo trovare inverter con la stessa potenza, ma a prezzi decisamente diversi.

I 2 tipi d’inverter più comuni che possiamo trovare sul mercato sono quelli a onda sinusoidale modificata e quelli a onda sinusoidale pura:

Gli inverter a onda sinusoidale modificata sono più economici grazie alla loro semplicità, tuttavia, possiedono lo svantaggio di non essere sempre compatibili con tutti i dispositivi che vogliamo collegare:

Di genere, gli inverter a onda sinusoidale modificata sono ideali per cariche resistive come, ad esempio, una stufa, un forno…

Purtroppo, possono non funzionare in dispositivi elettronici più sensibili al tipo d’onda come impianti stereo, apparecchiature mediche e motori elettrici (es. frigorifero, compressore d’aria, aria condizionata…) potendo causare un cattivo funzionamento, rumori fastidiosi ma non solo, può causare un danno permanente nello stesso.

In ogni caso, è quasi impossibile determinare con esattezza quando un dispositivo è compatibile o meno con un inverter a onda modificata, motivo per cui si consiglia (budget permettendo) acquistare un inverter a onda pura in modo da evitare complicazioni e garantire la compatibilità di qualsiasi dispositivo che colleghiamo al proprio inverter.

Efficienza di un inverter da 12V a 220V

Una caratteristica molto importante che, di solito, viene omessa dai fabbricanti è l’efficienza:

L’efficienza di un inverter di potenza è una relazione della potenza che dobbiamo fornire all’inverter in ingresso per ottenere la potenza desiderata dallo stesso in uscita, cioè:

Efficienza inverter = (Potenza in uscita/ Potenza in ingresso) x 100

Di genera, l’efficienza di un inverter di corrente si aggira intorno al 90%.

Esempio della efficienza di un inverter

Se vogliamo accendere una lampadina da 90W utilizzando un inverter con una efficienza del 90%, allora avremo bisogno di una batteria capace di fornire 100W:

Potenza in ingresso = potenza in uscita / efficienza inverter = 90W/0,9 = 100W

Esempio della efficienza di un inverter di potenza
Esempio della efficienza di un inverter di potenza

In molti vi chiederete, dove vanno gli altri 10W? La risposta è semplice: calore.

Perciò l’importanza di utilizzare inverter con un’efficienza elevata, perché non solo approfitta meglio l’energia della tua batteria, ma si surriscalda meno, alla fine, abbiamo acquistato un inverter e non un tostapane…

Inoltre, c’è da tenere in considerazione che l’efficienza di un inverter non è costante, neanche lineare, ma segue una curva:

Efficienza vs Potenza massima/Potenza in uscita
Efficienza vs Potenza massima/Potenza in uscita

Come può apprezzarsi nella grafica, gli inverter lavorano con una maggior efficienza in un rango intermedio di potenza, cioè:

Se il nostro inverter ha una potenza nominale da 300W, questa è la potenza massima (100%) che è capace di fornire. Ma è meno efficiente (<95%) rispetto a se lavorasse con una potenza inferiore a 300W.

Per questo motivo, se abbiamo bisogno di alimentare un apparecchio elettrico da 300W non è consigliabile acquistare un inverter da 300W, l’efficienza non sarebbe affatto buona, perché dovrebbe superare la potenza richiesta almeno per un po’.

In questo caso, come detto, l’ideale sarebbe acquistare un inverter di maggior potenza, il nostro consiglio è scegliere uno con il doppio della potenza da alimentare, ad esempio, un inverter da 600W.

Superare si, ma non esagerare, cioè, utilizzare un inverter da 3000W per alimentare un apparecchio elettrico da 300W è sovradimensionato, perché, a bassa potenza, l’efficienza non è neanche molto buona come lo si può osservare nella grafica.

¿Quanto tempo di durata ha una batteria da 12V collegata a un inverter?

Se utilizziamo la batteria della nostra auto come fonte principale di energia per alimentare i nostri dispositivi dobbiamo essere cauti di non scaricarla interamente, soprattutto perché la sua durata è molto limitata a seconda del dispositivo collegato.

Prima di tutto, è necessario capire le caratteristiche tecniche fondamentali della batteria di un veicolo:

Caratteristiche batteria 12V auto
Caratteristiche batteria 12V auto
Tensione

Di solito, la tensione della batteria tende a essere da 12V nella maggioranza delle auto (macchine, furgoni, motociclette…) e 24V in alcuni camion.

Questa tensione si mantiene costante durante quasi tutto il processo di scarica (varia leggermente) fino a scaricarsi quasi interamente: è quando la tensione inizia a cadere drasticamente fino a che la batteria si scarichi interamente.

Capacità

La capacità determina di quanto è la durata della batteria prima di scaricarsi interamente.

Si misura in Ampere-ora (Ah) e indica la quantità di energia che è capace di fornire durante un’ora, cioè:

Se la nostra batteria ha una capacità da 75Ah, può fornire 75 ampere durante un’ora, o 10 ampere in 7,5 ore.

Tuttavia, nella pratica, la capacità tende a essere minore perché dipende da molteplici fattori come l’antichità e lo stato della batteria, così come le perdite che si producono durante la scarica.

Corrente di picco

D’altronde, abbiamo la corrente di picco (Peak Power) che può fornire la batteria durante l’avvio della macchina.

Questa corrente fa riferimento alla corrente massima che può fornire la batteria durante un breve periodo di tempo, non sostenutamente.

Scaricare la batteria durante periodi lunghi di tempo nella sua corrente massima può causare danni permanenti nelle placche della stessa e, pertanto, non è consigliabile.

Ora, vedremo un semplice esempio per calcolare il tempo massimo d’utilizzo di una batteria d’auto 12V e 75Ah di capacità:

Attenzione: è importante ricordare che non è consigliabile scaricare interamente la batteria del nostro veicolo perché non solamente può rovinarsi ma potrebbe, difatti, impedire che l’auto possa riavviarsi ancora.

Esempio con batteria da 12V e 75Ah

Colleghiamo un ventilatore da 60W all’inverter e assumiamo che esso ha un’efficienza del 90% approssimativamente.

1. Calcoliamo la potenza di cui ne abbiamo bisogno per drenare la batteria:

Potenza batteria = Potenza dispositivo / efficienza = 60W/0,9 = 66,67W

2. Dobbiamo stimare la corrente di cui abbiamo bisogno dalla batteria:

Intensità batteria = Potenza batteria / Tensione batteria= 66,67W/12V = 5,55A

3. Infine, calcoliamo il tempo massimo teorico di utilizzo della batteria:

Tempo massimo = 75Ah / 5,55A = 13,5 ore

Cioè, il tempo massimo di utilizzo del ventilatore continuamente sarebbero 13,5 ore.

Ovviamente, questo tempo appena calcolato è quello ideale, assumiamo che la batteria è nuova, completamente carica e capace di mantenere la tensione a 12V durante tutta la scarica, fino all’ultimo apice di energia:

In un caso reale, la batteria non si potrebbe scaricare interamente (a meno si cortocircuiti) perché l’inverter si scollega se la tensione della batteria è troppo bassa (<<12V).

durata batteria 12V inverter
Tempo teorico di una batteria da 12V e 75Ah con ventilatore da 60W collegato

Un’altra forma veloce di calcolare la durata della batteria sarebbe applicando la seguente formula:

Tempo massimo = Capacità batteria x Tensione batteria x efficienza inverter / Potenza dispositivo

Nel nostro esempio del ventilatore:

Tempo massimo = 75Ah x 12V x 0,9 / 60W = 13,5 ore

Alcuni esempi con altri dispositivi:

Apparecchi elettriciPotenza consumo (W)Tempo massimo d’uso (h)*
Mini frigorifero Melchioni70W11,6h
Tostapane Girmi800W1h
Caricabatterie per smartphone Aukey18W45h
Fornello elettrico Blinky1000W0,8h
Grill da contatto Tristar700W1,2h

*Vi ricordiamo che è un tempo teorico in modo da poter farsi un’idea della durata di una batteria quando le colleghiamo un dispositivo ininterrottamente. Logicamente, un’utente utilizzerebbe l’apparecchio elettrico durante un tempo determinato.

Come collegare un inverter alla tua auto?

Come ben sapete, un inverter di potenza deve collegarsi a una fonte di alimentazione da 12V (nel caso di essere un inverter da 12V), sia essa la propria batteria del veicolo o una batteria ausiliaria.

Anche se sono diverse le modalità di collegarsi alla batteria della nostra auto, le 2 più diffuse sono:

  1. Attraverso la presa accendisigari dell’auto.
  2. Direttamente alla batteria.
inverter batteria presa accendisigari
Inverter collegato alla batteria (sx.) e alla presa accendisigari (dx.)

Il modo più facile di collegare un inverter all’auto è attraverso la presa accendisigari, perché è più semplice e non c’è bisogno di uscire del veicolo. Tuttavia, questa opzione ha anche delle limitazioni, come possiamo vedere qui sotto:

La presa accendisigari ci collega ai 12V della nostra batteria attraverso di un fusibile. Cioè, la corrente massima (e pertanto, la potenza massima) che possiamo sottrarre dalla presa accendisigari è condizionata dal valore di corrente del suddetto fusibile.

Di genere, il fusibile che collega la presa accendisigari alla batteria è da 20A, per cui, ci permetterebbe estrarre dalla presa una potenza teorica massima da 240W:

Potenza massima presa accendisigari = 12V x 20A = 240W

Se abbiamo bisogno di più potenza, allora dobbiamo utilizzare la seconda opzione, collegando l’inverter direttamente nelle terminali della batteria, sotto il cofano.

In questo caso, la potenza è limitata unicamente dalla potenza della batteria della macchina o dall’inverter collegato, così come dai cavi impiegati per collegare entrambe le parti.

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